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CIRCOLARE MI 30.1.23 n. 4814: PRESENTAZIONE DOMANDA CESSAZIONE ENTRO IL 28.2.23

Il MI ha emanato (clicca qui) la circolare, condivisa con Inps in cui fornisce indicazioni operative per la presentazione della domanda di cessazione in attuazione della legge di BILANCIO per pensione anticipata flessibile (quota 103) con 62 anni e una anzianitá di 41 com domanda da presentare online entro il 28 febbraio 2023.

Per opzione donna vincolata a condizioni soggettive : lavoratrici che entro il 31 dicembre 2022 abbiano un’anzianitá contributiva pari o superiore a 35 anni e un’etá anagrafica di almeno 60 anni, ridotta di un anno per ogni figlio nel limite massimo di due anni e al ricorrere di una delle seguenti condizioni : A)assistenza del coniuge o parente primo grado in situazione di gravitá ex art. 3 comma 3 legge 104/92 ovvero un parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravitá abbia compiuto i 70 anni oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti ; B) riduzione capacitá lavorativa con invaliditá pari o superiore al 74%.QUESTO prevedono le lettere a) e b)del comma 1-bis introdotto nell’art. 16 D.L. 4/2019 dall’art. 1 comma 292 della legge 29.12.22 n. 197(LEGGE DI BILANCIO 2023).
Anche per opzione donna vincolata la domanda va presentata online entro il 28.2.23.

La circolare parla anche dell’APE SOCIALE prorogata dalla legge di Bilancio anche per l’anno 2023.
Nella scuola nell’elenco delle professioni c.d. gravose che danno diritto all’APE sociale rientra i docenti di scuola primaria e infanzia.
Questi possono presentare domanda all’INPS di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale esclusivamente e non oltre il 31 marzo 2023.

Documenti allegati



CONGEDO BIENNALE E RICOVERO IN OSPEDALE: ECCEZIONI

PREMESSO CHE I PERMESSI LEGGE 104 NON SPETTANO SE IL PORTATORE DI HANDICAP E’ RICOVERATO IN OSPEDALE A TEMPO PIENO(art. 33 comma 3 legge 5.2.92 n.104 aggiornata al 29/7/22 con art. 3 comma 1, lett. B) del DLVO 30.6.22 n. 105 : ” Il lavoratore…,…. ha diritto di fruire di tre giorni di permesso retribuito…per assistere una persona con disabilità in situazione di gravitá che non sia ricoverato a tempo pieno…”)CON ALCUNE ECCEZIONI STABILITE DA CIRCOLARI INPS (Circ. INPS 23.5.2007 n. 90 pag.3 punto 7) E FUNZIONE PUBBLICA( Circ. 13/2010 del 6.10.2010 pag. 8 e 9).
LA SITUAZIONE DI GRAVITA’ DI HANDICAP RIGUARDA L’ART. 3 COMMA 3 DELLA LEGGE 104/1992.
ORA ART. 42 comma 5-bis DLVO 119/2011 LO PREVEDE PER IL CONGEDO STRAORDINARIO (“ il congedo é accordato a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del soggetto che presta assistenza”).
Una docente in congedo biennale ha avuto il genitore portatore di handicap grave ricoverato in ospedale e il medico della struttura ha chiesto a Lei di asssisterlo.
La scuola le ha negato verbalmente il congedo richiamando una circolare della Funzione pubblica n. 13 del 2010 che dava la possibilitá dei permessi solo nel caso di figli minorenni, ma che é stata superata dal DLVO 18.7.2011 n.119 che modifica art 42 comma 5 del DLVO 151/2001 con l’introduzione dell’art. 42 comma 5-bis che lo prevede per il congedo straordinario.
L’INPS con circolare 32 del 6-3- 2012 in base a detto art.42 comma 5-bis in vigore da 11.8.2011 ha modificato la precedente circolare 155 del 3-12-2010 sui 3 giorni di permesso limitati ai figli minorenni estendendo anche al congedo straordinario come previsto dal comma 5-bis la possibilitá al punto 6 in caso di ricovero con richiesta da parte della struttura dell’assistenza di un familiare di usufruire di detto congedo.
Del resto la stessa INPDAP prima con circolare n. 17 del 17.11.2011(punto 4 pag. 5), poi con circolare n. 22 del 28.12.2011 ( pag. 2 e pag. 3) ha recepito tale novitá.
Si fa presente inoltre come chiarito da ARAN con Sentenza della Corte di Cassazione del 23.9.2019 (vedi mio articolo del 24.9.19) per ricovero a tempo pieno si intende quello per le intere 24 ore presso strutture ospedaliere o strutture, pubbliche o private, che comunque assicurino assistenza sanitaria continua e/o specialistica; ne sono escluse le strutture residenziali , case-alloggio o di riposo



LEGGE DI BILANCIO 2023 IN G.U. E PEREQUAZIONE

Sulla G.U. n. 303 del 29 dicembre 2022 S.O. n. 43 é stata pubblicata la legge di bilancio 2023(legge 29.12.22 n. 197) che come giá detto apporta modifiche sulla perequazione 2023 del 7,3%.
Viene infatti calcolata non piú per fasce ma sull ’intero importo.
l’INPS da 1.1.23 non essendo stata approvata la legge di bilancio , l’ ha applicata solamente alla I fascia (7,3% sul 100%) su chi aveva una pensione pari o inferiori a 4 volte il minino pari a 2101,52.
TRATTAMENTI MINIMO 2022 euro 525,38.

Ora essendo stata approvata definitivamente la legge di bilancio 23 sulla prima rata utile la dará a tutti dalla seconda alla sesta FASCIA in base all’art. 1 comma 309 della legge 197/2022 :
Seconda Fascia da 2101,53 a 2629,90 il 6,205% cioé l’ 85% del 7,3%.
Terza fascia da 2629,91 a 3152,28 il 3,869% cioé 53% del 7,3%.
Quarta fascia da 3152,29 a 4203,04 il 3,431 % cioé il 47% del 7,3%
Quinta fascia da 4203,05 aa 5253,80 il 2,701% cioé il 37% del 7,3%.
Sesta fascia pensioni d’ORO da 5253,81 il 2,336% cioé il 32% del 7,3%.
Purtroppo un docente con una pensione di 2800 euro percepirá una perequazione lorda di soli 108,33 (cioè il 3,869% ) invece di 197,41.



CIRCOLARE INPS 22.12.2022 N. 135 : PEREQUAZIONE 2023

L’INPS ha diramato ( clicca qui) la circolare 135 del 22.12.2022 dove al punto1.3 precisa che la perequazione 2023 é stata attribuita a tutti i beneficiari il cui importo di pensione sia fino a 4 volte il trattamento minimo pari a 2.101,52.
Per quelli superiore a tale trattamento sará attribuito dopo l’approvazione della legge di Bilancio sulla prima rata utile cioé a febbraio e al massimo a marzo.



CEDOLINO PENSIONE GENNAIO 2023: MANCA PEREQUAZIONE

L’INPS ha pubblicato il cedolino della pensione di gennaio 2023 in pagamento in banca dal 3.1.2023.
Sono presenti le addizionali ma molti lamentano di non aver ricevuto la perequazione 2023. Sembra che il governo stia apportando nella finanziaria modifiche rispetto alla bozza alle aliquote della seconda fascia (85% non 80%)e terza( 53% e non 55%) e successive fermo restando la prima fascia del 100% sul 7,3% fino a 4 volte il minimo cioé 2101,52 e che la perequazione la vedremo nel cedolino solo nei mesi successivi.
IL SOLE 24 ore online in un articolo del 19.12.22 (clicca qui) dal titolo ”Pensioni, cambia ancora la rivalutazione degli assegni: ecco chi guadagna e chi perde” osserva che per la seconda e terza fascia c’e un aumento di circa 9 euro e di oltre 4 euro, mentre scende per le fasce successive.

Infatti con l’85% fascia seconda la percentuale del 7,3% diventa 6,205% rispetto al 5,84% della prima ipotesi(80%); con il 53% fascia terza la percentuale del 7,3% diventa 3,869% rispetto al 4,015% della prima ipotesi(55%). NATURALMENTE LA PERCENTUALE SI APPLICA NON A FASCE MA SULL’INTERO IMPORTO.




PEREQUAZIONE 2023: ALIQUOTE PEREQUAZIONE MODIFICATE DA LEGGE DI BILANCIO 2023

Dal disegno legge BILANCIO 2023 risultano modificati dall’art. 58 da 3 fasce(100%-90%-75%) a 6 fasce (100%-80%-55%-50%-40%-35%) le aliquote ed in particolare quelle che interessano il personale della scuola del 90% (fino a 2629,90) e del 75% (per importi fino 3152,28) in 80% e in 55% che si applicano in base all ’importo della pensione su importi superiori 2.101,52 euro (solo per l importo di pensione fino a 2101,52 si applica il 7,3% per intero) non piú per fasce ma sull’INTERO IMPORTO.

Pertanto chi ha una pensione di 2100( lordo mese novembre) ha il 7,3% cioé il 100 quindi una perequazione di 153,30; chi ha una pensione di 2.300 euro non ha di perequazione 166,45 ma solo di 134,32; chi ha una pensione di 2800 euro non ha una perequazione di 197,41 ma solo di 112,42; da detrarre comunque gli acconti dati ad ottobre ,novembre e dicembre a chi ha un reddito lordo mensile di 2.692.

NATURALMENTE LE CIFRE DELLE PEREQUAZIONI SONO AL LORDO.



PENSIONI: PEREQUAZIONE AUTOMATICA 2023

Sulla G.U. N. 271 del 19.11.22 pag. 2 è stato pubblicato il Decreto MEF 10 novembre 2022 con la perequazione automatica delle pensioni con decorrenza 1.1.2023.
TRATTAMENTO MINIMO PENSIONE INPS definitivo 2022 : 525,38.

Naturalmente l’aliquota(7,3%) si applica dal 1 gennaio 2023 sull’importo mensile LORDO della pensione per fasce (I fascia al 100%(7,3%) per importi fino a quattro volte il trattamento minimo INPS(ossia fino a 2101,52 euro al 31 dicembre 2022); II fascia al 90%(6,57%) per importi tra quattro volte(2101,52) e cinque del trattamento minimo INPS(2.629,90); III fascia al 75%(5,475%)- per importi superiori a cinque volte il trattamento minimo(2629,90)in base all’art 1 comma 478 della legge 27.12.2019 n. 160(finanziaria 2020).
AUMENTI DEL 7,3% AL LORDO PERO’ DEGLI ACCONTI DEL 2%( voce INCREMENTO D.L. AIUTI BIS) GIA’ RICONOSCIUTI DA OTTOBRE AI PENSIONATI CON ASSEGNI ENTRO I 2.692 EURO.
La presenza degli acconti rende piú difficili i calcoli.

PER IL CALCOLO IL RIFERIMENTO É ALLO STIPENDIO MENSILE LORDO NOVEMBRE 2022.
Si ipotizzano i seguenti aumenti netti complessivi :
per pensioni di 1500 euro lorde circa 75 euro nette.
Per pensioni di 2000 euro lorde circa 100 euro nette.

Si riporta ad ogni buon fine il testo del decreto:

Art. 1

La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione
delle pensioni per l’anno 2021 e’ determinata in misura pari a +1,9
dal 1° gennaio 2022.

Art. 2

La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione
delle pensioni per l’anno 2022 e’ determinata in misura pari a + 7,3
dal 1° gennaio 2023, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di
perequazione per l’anno successivo.

ATTENZIONE LA VARIAZIONE DELLA PEREQUAZIONE (+ 0,2%)DI CUI ALL’ART. 1 DELL’ANNO IN CORSO: DEFINITVA + 1,9 – PROVVISORIA + 1,7 (vedi articolo Perequazione automatica 2022 pubblicato il 27.11.21) É STATA DATA A TUTTI NEL CEDOLINO DEL MESE DI NOVEMBRE 2022(voce CONGUAGLI DA PEREQUAZIONI).