Molti docenti il 23.1.2026 hanno ricevuto gli arretrati del nuovo CCNL 2022–2024 per il 2024 ed il 2025 ed alcuni di essi entro il mese febbraio avranno la correzione di eventuali errori con emissione speciale.
Per le supplenze brevi PROBABILMENTE NEL MESE DI MARZO.
Con il cedolino di febbraio 2026 chi ne ha diritto percepirà una tantum lorda di euro 111,70 a cui togliere le Ritenute Previdenziali(9,15%) ed Irpef.
Nel cedolino arretrati NoiPA, però, compare solo:
- l’imponibile fiscale totale,
- l’IRPEF applicata,
- il netto accreditato.
Quello che non viene mostrato è il percorso di calcolo: quanto spettava realmente, quali anticipi sono stati sottratti e come si arriva al netto finale.
In questo articolo spieghiamo in modo semplice il metodo corretto di verifica.
Alleghiamo inoltre due tabelle di esempio:
- scuola secondaria – gradone 0
- scuola primaria / ITP – gradone 0
con il calcolo completo fino al netto, ipotizzando un’IRPEF media del 23%.
1️⃣ Da dove si parte: quanto spetta in base al contratto
Il punto di partenza è sempre il nuovo CCNL firmato il 23 dicembre 2025.
Gli arretrati spettanti derivano da:
- aumento dello stipendio tabellare
- aumento della RPD (Retribuzione Professionale Docenti)
Si sommano questi aumenti lordi per tutto il periodo interessato (1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2025).
Ma attenzione: il lordo non è l’importo che si tassa.
Prima bisogna togliere le ritenute previdenziali:
- 11,15% sullo stipendio tabellare
- 9,15% sulla RPD
Solo dopo questa trattenuta si ottiene il vero imponibile fiscale spettante.
2️⃣ Il passaggio che molti dimenticano: gli anticipi già ricevuti
Durante il 2024 e il 2025 molti docenti hanno già percepito:
- IVC (Indennità di Vacanza Contrattuale)
- Anticipo contrattuale
- Una tantum dicembre 2023
- IVC 2025 provvisoria da rideterminare
Queste somme non sono “extra”:
sono anticipi del rinnovo e devono essere sottratte dagli arretrati finali.
Anche qui il criterio corretto è lo stesso:
- Si prende l’importo lordo.
- Si tolgono le ritenute previdenziali.
- Si considera solo l’imponibile fiscale già percepito.
La somma di questi imponibili va sottratta dall’imponibile spettante calcolato in base al CCNL.
3️⃣ Come si arriva al netto in tasca
Una volta ottenuta la differenza imponibile:
Imponibile spettante
– imponibili già percepiti
= imponibile arretrati dovuto
Su questa differenza si applica l’IRPEF.
Nelle tabelle allegate utilizziamo, a titolo esemplificativo, un’aliquota media del 23%.
Il risultato è il netto effettivamente spettante.
Se il netto pagato da NoiPA è in linea con questo calcolo, il pagamento è corretto.
4️⃣ Perché il cedolino genera confusione
Il cedolino arretrati di NoiPA mostra solo il risultato finale.
Non espone:
- il dettaglio delle ritenute previdenziali applicate agli aumenti
- l’elenco analitico degli anticipi recuperati
- il calcolo dell’aliquota media utilizzata
Questo rende difficile per molti docenti verificare la correttezza dell’importo.
5️⃣ Cosa dimostrano le tabelle allegate
Le due tabelle che seguono (secondaria gradone 0 e primaria/ITP gradone 0) mostrano:
✔️ quanto spetta realmente in base al CCNL
✔️ quanto deve essere sottratto se gli anticipi sono stati correttamente erogati
✔️ come si arriva al netto con IRPEF media al 23%
In questo modo ogni docente può confrontare:
- il proprio imponibile arretrati
- l’IRPEF applicata
- il netto ricevuto
Conclusione
Capire gli arretrati non è impossibile, ma richiede metodo.
Il punto fondamentale è questo:
non bisogna guardare solo il netto accreditato, ma ricostruire il percorso che porta a quell’importo.
Solo così si può sapere con certezza se:
- il calcolo è corretto,
- gli anticipi sono stati sottratti nel modo giusto,
- l’IRPEF applicata è coerente.
Trasparenza nei conteggi significa tutela del lavoratore.

