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LEGGE 104 :ARAN COSA SI INTENDE PER RICOVERO A TEMPO PIENO?

Già il Ministero della Difesa con apposita circolare 7821 del 7.2.2011 (clicca qui) aveva chiarito che ” Per “ricovero a tempo pieno” si intende quello per le intere 24 ore presso strutture ospedaliere o strutture, pubbliche o private, che comunque assicurino assistenza sanitaria continua e/o specialistica; ne sono escluse le strutture residenziali, case-alloggio o di riposo”.

Tuttavia nel settore scuola alcuni istituti scolastici erroneamente hanno ritenuto che anche le case di riposo sono da considerarsi ricovero a tempo pieno pur non essendoci assistenza sanitaria continuativa.

La Corte di cassazione con sentenza 21416 del 14.8.2019 si è espressa nel senso che il termine “ricovero” di cui all’art. 33 della legge 104 è riferibile solo a strutture di tipo sanitario.

Pertanto il lavoratore può usufruire dei permessi per prestare assistenza al familiare ricoverato presso strutture residenziali di tipo sociale, quali case-famiglia, comunità-alloggio, o case di riposo perchè questi non forniscono assistenza sanitaria continuativa .

L’Aran il 23.9.2019 ha pubblicato sul sito tale Sentenza della Corte di Cassazione (clicca qui)



ESAMI PRENATALI : ASSENZE

L’art. 14 del D.L.gs. 151/2001  prevede il diritto per le lavoratrici madri  a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali.

Tali assenze rientrano nel comparto scuola nel  comma 7 dell’art. 15 del CCNL Scuola del 29.11.2007(“il dipendente ha diritto inoltre. ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”).
Per il comparto Regioni e autonomie locali l’ARAN si è espressa su tale tipo di assenza ed in particolare sul sito dell’ARAN si trova l’orientamento applicativo RAL 932 del 7.12.2011 che risponde al quesito:”I permessi retribuiti per accertamenti prenatali previsti dall’art. 14 del D. Lgs. n.151/2001 spettano alle lavoratrici anche se il CCNL non li ha richiamati espressamente ?”(clicca qui)  che cita  il CCNL 6.7.1995 Regioni ed autonomie locali art. 19 comma 9 che in sostanza è uguale a quello del comma 7 art 15 comparto scuola(“il dipendente ha altresì diritto ove ne ricorrano le condizioni ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”).

Con Orientamento RAL 933 e 936 del 7.12.2011 che risponde al quesito: “Come devono essere considerati gli esami prenatali di cui all’art. 14 del D.Lgs. n. 151/2001 per il personale del comparto?” è più esplicito , conferma il tutto(clicca qui)

La stessa ARAN l’ha ribadito anche per il comparto Agenzie Fiscali(art. 46 CCNL 28 maggio 2004 comma 7.”Il dipendente ha, altresì, diritto, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti  previsti da specifiche disposizioni di legge. “) il 26.06.2012 con   AGF-026 – Orientamenti applicativi(clicca qui).

L’ARAN il 25.9.2011 con  ORIENTAMENTO_ M170 si è espresso ANCHE per il comparto ministeri allo stesso modo(clicca qui) citando l’art. 18 del CCNL 16.5.2001 Comparto ministeri( il cui art. 18  comma 9 testualmente recita: “9). Il dipendente ha, altresì, diritto, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”), nel senso che tali ESAMI prenatali” debbono essere ricompresi nella categoria dei “permessi retribuiti” previsti da specifiche disposizioni legislative”

L’ARAN infine con RAL 935 del 7.12.2011(clicca qui) precisa: “Quanto al fatto che tali permessi non troverebbero riscontro nei vigenti CCNL, premesso che trattandosi di disciplina applicabile a tutti i lavoratori, pubblici e privati, non v’è alcun bisogno di una specifica clausola contrattuale, essendo sufficiente la generale previsione dell’art.2, comma 2, del D. Lgs. n.165/2001, si sottolinea, comunque, che l’art. 19, comma 9 del CCNL del 6.7.1995 (per la scuola art. 15 comma 7 del CCNL 29.11.2017 n.d.r.)stabilisce, con rinvio mobile, il diritto del dipendente a tutti i permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di leggi”.

Nello stesso RAL 935 afferma: Crediamo che non possa esservi alcun dubbio sul diritto della lavoratrice ai permessi retribuiti previsti dall’art. 14 del D. Lgs. 151/2001; come pure è evidente che le relative ore di assenza dal lavoro non devono essere recuperate.

Non sono riconducibili alle assenze per malattia ne ad altri tipi di permessi.  SONO AGGIUNTIVI (Circ. INPS n. 139 del 29.7.2002).

PERTANTO SPETTANO SIA NEL PRIVATO CHE NEL PUBBLICO.

Si allega facsimile domanda di permesso-

Si segnala ad ogni buon fine la circolare dell’USR Lombardia n. 14309 del 1.9.2010 (clicca qui)  dal titolo “Assenze del personale-permessi-casi particolari” in cui a pag. 8 si parla del diritto a permessi per i controlli prenatali

 



CONTROLLI PRENATALI : ASSENZE

L’art. 14 del D.L.gs. 151/2001  prevede il diritto per le lavoratrici madri  a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali.

“ART. 14. Controlli prenatali.
(decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, art. 7)
1. Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro.
2. Per la fruizione dei permessi di cui al comma 1 le lavoratrici presentano al datore di lavoro apposita istanza e successivamente presentano la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di  effettuazione degli esami.”

L’INPS ha emanato per i suoi dipendenti la circolare n .139 del 29.7.2002 di cui si riporta il passo relativo ai permessi in oggetto:

. Controlli Prenatali

Ai sensi dell’art. 14 del T.U. e dell’ art. 19 comma 9 del CCNL 1995, le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche che debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro.
Per la fruizione di tali permessi  deve essere presentata alla sede di appartenenza apposita istanza e successivamente la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami.
Tali permessi non configurano assenza per malattia, né sono riconducibili alla normativa in materia di permessi per visite specialistiche di cui ai Messaggi n. 449 del 26.2.2002 e n. 666 del 21.3.2002″

Tali assenze rientrano nel comparto scuola nel  comma 7 dell’art. 15 del CCNL Scuola del 29.11.2007(“il dipendente ha diritto inoltre. ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”).

Con apposito articolo dal titolo  “esami prenatali: assenze” sarà approfondito con normativa ARAN  il diritto ai permessi.



QUESITO: RIENTRO DOPO IL 30 APRILE

Un docente assente per malattia dal novembre 2017  fino al 28 marzo 2018 mi chiede se nel caso si riassenti dal 4 aprile al 3 maggio  per congedo biennale per assistenza al padre debba rientrare in classe considerato che il periodo  dal 29 marzo al 2 aprile non è coperto da assenza.

NO, NON DEVI RIENTRARE.

L’ARAN infatti come ho scritto in un precedente articolo del 23 marzo 2016 (clicca qui) ha dato risposta ad una scuola nel senso che non essendoci effettiva ripresa di attività lavorativa del dipendente nel periodo di sospensione delle lezioni( vacanze di pasqua nel caso in esame) tale periodo rientra nel computo dell’assenza continuativa.

La stessa ARAN ha poi pubblicato l’11/10/2016 tale risposta sul sito(clicca qui)  SCU_101_ORIENTAMENTI APPLICATIVI.

Inoltre in una nota al punto C della C.M.  n. 6 del 28-10-2016 prot. n. 16294,inviata a tutte le scuole e riportata nel sito di Pino Durante(clicca qui) al punto C  il Miur ha riportato tale risposta: ” ARAN, ORIENTAMENTI APPLICATIVI, 11 OTTOBRE 2016″



PADRI LAVORATORI: CONGEDO OBBLIGATORIO E FACOLTATIVO

L’INPS ha emanato il messaggio n. 894 del 27.2.2018 (clicca qui) con il quale fornisce ulteriori precisazioni (art. 1 comma 354 della legge 232/2016-Finanziaria 2017)in merito all’aumento del congedo  obbligatorio  per i padri per l’anno 2018 a 4 giorni e al ripristino per i medesimi per il 2018  di un ulteriore giorno di congedo facoltativo



CONGEDO OBBLIGATORIO PADRE DA 2 A 4 GIORNI ANNO 2018

Si ricorda che la legge  di bilancio dello scorso anno(legge 11.12.2016 n. 232) all’art. 1 comma 354  aveva stabilito 4 giorni di congedo obbligatorio(diritto autonomo) per l’anno 2018 per il padre lavoratore dipendente entro i cinque mesi dalla nascita del figlio.

Sempre entro il quinto mese dalla data di nascita può essere usufruito dal padre lavoratore dipendente il congedo facoltativo (diritto subordinato)di 1 giorno(era stato abolito per il 2017), che va scalato dal congedo obbligatorio della madre.

Documenti allegati



REGOLAMENTO VISITE FISCALI IN VIGORE DAL 13.01.18

Sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre 2017 è stato pubblicato il Decreto n. 206 del 17 ottobre 2017(clicca qui).
Sono confermate le fasce di reperibilità dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 nonchè l’obbligo di reperibilità anche nei giorni non lavorativi e festivi.

Nella previgente normativa  per ogni evento morboso era previsto un solo controllo fiscale(art. 2 comma 2 D.M. 206/2009 abrogato), ora invece l’art. 2 del DM prevede che le visite possono essere effettuate con cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive di riposo settimanale.

Non è più prevista  dall’art. 4 del D.M. l’esclusione dall’obbligo della reperibilità per i dipendenti in malattia per infortunio sul lavoro.

Inoltre l’art. 4 del D.M. a differenza del precedente D.M. 2009 ora abrogato fa delle precisazioni in merito a:
a)assenze dovute a malattia riconducibile ad un’invalidità riconosciuta che deve essere pari o superiore al 67%.
b) assenze dovute a malattia per causa di servizio si fa riferimento  alle tabelle(tabella A: prime 3 categorie; tabella E: patologie) allegate al DPR 30.12.81 m. 834

 



PREMIO NATALITA’ O ADOZIONE 2017: DOMANDA ONLINE DAL 4 MAGGIO 2017

L’INPS  ha emanato la Circolare n. 78 del 28-4-2017(clicca qui) con la quale  stabilisce che dal 4 maggio 2017 possono essere presentate online  le domande per l’erogazione di un premio di 800 euro alla nascita o adozione indipendentemente dal reddito alle future mamme.
Il bonus spetta a  mamme che partoriscono o adottino un minore nel 2017 . La domanda va presentata dopo il compimento del 7 mese di gravidanza e comunque improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento nascita/adozione.